Un’intervista forte con una persona che non segue soltanto il football, ma lo plasma con voce, energia e passione.

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Andreas, come sei arrivato all’American football?

Sono arrivato al football perché mio figlio ha iniziato nel 1996 a nove anni. Un anno dopo ero youth admin dei Vienna Vikings. Il sport mi ha conquistato rapidamente, e ho anche giocato flag football vincendo un titolo nel 2005.

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Sei speaker dal 1998. Come è iniziato?

Tutto è iniziato con mio figlio Daniel nei Vikings. Karl Wurm mi chiese se potevo accompagnare una partita al microfono. A parte una pausa di otto anni, da allora sono al microfono in AFL e in varie divisioni.

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Che cosa ti affascina nel plasmare un gameday con la voce?

L’atmosfera quando la partita diventa decisiva, arriva un turnover o cambia il momentum è adrenalina pura. Portare i fans con sé e spiegare plays, players o segnali dei refs è speciale.

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Che cosa ti ha insegnato il football austriaco?

Mai correggere un ref al microfono. Rispettare sempre il team ospite. E non sottovalutare mai genitori ambiziosi.

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Come è cambiato il football austriaco?

È diventato più strutturato e professionale. Ci sono più team, una community più grande, livello più alto sul field, più velocità e coaches e refs migliori.

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Che ruolo hanno speaker, moderazione e gameday entertainment?

Questo ruolo non si recita, si vive. Con DJ, soundbites e musica lo speaker può mobilitare i fans, soprattutto quando la defense è in campo.

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C’è un gameday indimenticabile?

Diversi: Eurobowl 2003 Vikings contro Braunschweig Lions, NFL London 2016 Colts contro Jaguars a Wembley e il Championship Game 2022 a Klagenfurt.

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Come è nato CTVau?

Fu un’idea spontanea dopo la finale ELF 2022 a Klagenfurt. Doris e Franz Schöndorfer di Vikingsfire e altri ne parlarono, e due settimane dopo siamo partiti.

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Che cosa vuole mostrare CTVau?

Non vogliamo competere con i grandi streams o podcasts. Puntiamo su ospiti forti: pro, donne che giocano, cheerleaders e fans con storie. CTVau: dai fans per i fans.

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Come vedi EFA, AFLE e le leghe nazionali?

Sono scettico. Dopo lo split dalla ELF è iniziato un periodo molto selvaggio. Avrei preferito una sola lega. Due concetti concorrenti hanno danneggiato il football professionale europeo.

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Che cosa serve per più attenzione?

La NFL ha preparato il terreno per anni, ma pochi lo hanno sfruttato. Berlin, Munich e London mostrano il potenziale, ma marketing e media delle leghe europee sembrano spesso tiepidi.

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Quale messaggio ai fans e supporters?

Guardate bene, andate alle partite e sostenete il vostro team. I players rischiano molto sul field e il futuro di questo sport dipende anche dai fans.

Grazie per l’intervista.

Un grande grazie ad Andreas H. Ubell per le risposte aperte. Andreas mostra che il football vive anche grazie a speakers, volunteers, progetti media e fans. Football è community. Dai fans per i fans.